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 t.it/index.php?nvpg[sell]&amp\;cmd=prices&amp\;pcode=13311197&amp\;tcode=v
 t0002388"]\n\n&nbsp\;\n\nDue straordinari artisti come Alessandro Gassmann
  e Giorgio Pasotti si misurano con le parole di Franz Kafka\, due “racco
 nti disumani” per parlare\, Pasotti interpretando e Gassmann dirigendo\,
  agli uomini degli uomini. “Una relazione per un’Accademia” e “La 
 tana”\, due storie di animali\, sembrerebbero\, una che mette a nudo la 
 superficialità di un modo di essere attraverso comportamenti stereotipati
  e facili\, l’altro che racconta quel bisogno di costruirsi il riparo pe
 rfetto che ci metta al sicuro da ogni esterno.\n\nUna relazione per un’A
 ccademia è stato pubblicato la prima volta nel 1917\, protagonista una sc
 immia che racconta come\, in cinque anni\, si adegua al sistema umano per 
 uscire dalla gabbia nella quale l’hanno rinchiusa dopo la cattura e guad
 agnare un fac-simile di libertà.\n\nLa narrazione in prima persona\, dive
 rtita e distaccata\, ripercorre lo studio delle abitudini degli uomini che
  con sorprendente facilità possono essere imitate e replicate.\n\n“La p
 rima cosa che ho imparato è stata la stretta di mano\; una stretta di man
 o dimostra franchezza\; ora che sono al vertice della mia carriera\, possa
  anche una parola franca raggiungere quella prima stretta di mano.\n\nUna 
 tale parola non aggiungerà novità essenziali e rimarrà molto al di sott
 o di ciò che mi si richiedeva\, ma deve mostrare quale sia la linea di sv
 iluppo di chi\, un tempo scimmia\, è riuscito a entrare e a stabilirsi sa
 ldamente nella comunità umana. Non potrei tuttavia dire io stesso quel po
 co che seguirà se non fossi pienamente sicuro di me stesso e se la mia po
 sizione su tutti i palcoscenici di varietà del mondo civilizzato non foss
 e ormai incrollabile.”\n\nLa tana è uno degli ultimi racconti dell’au
 tore boemo Franz Kafka\, è stato scritto durante la sua permanenza a Berl
 ino nel 1923\, e pubblicato postumo e incompiuto per la prima volta nel 19
 31.\n\nRacconta del continuo\, disperato sforzo intrapreso dal protagonist
 a\, per metà roditore e per metà architetto\, di costruirsi un’abitazi
 one perfetta\, un elaborato sistema di cunicoli costruiti nel corso di un
 ’intera vita\, per potersi proteggere da nemici invisibili. E\, nel tent
 ativo di lasciare tutto fuori\, costruisce passaggi e corridoi\, e nuovi t
 unnel che portano al niente dei vicoli ciechi\, una ricerca della sicurezz
 a ossessiva che genera solo ansia e terrore.
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