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Io, Charles

    con Marco Bocci e Pia Lanciotti

    liberamente ispirato a Donne di C. Bukowski

    Di Sonia Antinori

    Produzione esecutiva Claudia Dastoli

    con Marco Bocci e Pia Lanciotti

    Regia di Alessio Pizzech

    Musiche di Davide Cavuti

    Scene di Andrea Stanisci

    Costumista Clelia de Angelis

    Disegno luci Marco Palmieri

    Produzione esecutiva Claudia Dastoli

    Produzione Stefano Francioni Produzioni

    Io, Charles è un affondo teatrale nel magma incandescente di Donne, romanzo fiume di Charles Bukowski, senza trama ma guidato da una forza primordiale: l’ossessione erotica, il delirio alcolico, la necessità vitale di naufragare. In scena prende corpo un affresco umano disperato e grottesco, popolato da relazioni esasperate, donne libere e indomabili, e un protagonista – Henry Chinaski – che si muove tra cinismo e fragilità, brutalità e disarmo.
    La drammaturgia costruisce un doppio racconto: da un lato il caos pulsionale, la sessualità come campo di battaglia e sopravvivenza, la violenza reciproca che genera e consuma; dall’altro una tensione metafisica verso l’assoluto, l’amore come forza demoniaca, ineluttabile, che brucia tutto ciò che incontra.
    In questo mondo alla deriva – tra bar di periferia, camere in affitto e corpi consunti – Lydia Vance non è solo la compagna gelosa e furente, ma la porta d’accesso a una galleria di archetipi femminili che incarnano ogni possibile declinazione del desiderio e della resistenza. La guerra tra i sessi qui si fa paritaria, feroce, perché ogni relazione è una sfida all’annientamento e insieme un appiglio alla vita. Henry, interpretato su tre registri – crudo e scurrile, intimo e complice, oscuro e abissale – diventa specchio di un’umanità allo stremo, che tenta di rispondere alla morte con l’eccesso, alla finzione del reale con l’autenticità del dolore. L’oscenità diventa linguaggio, e il corpo il vero campo di battaglia su cui ridefinire un nuovo alfabeto emotivo e sessuale.
    Questo spettacolo è una dichiarazione d’urgenza: scavare nel fondo del maschile e del femminile, destrutturare i miti del Sogno Americano e interrogare – con rabbia, ironia e compassione – cosa resta del desiderio quando il mondo attorno implode.

    Febbraio
    16
    20:30

    Ferrazzano (CB)
    Teatro del Loto